Emanuele's blog

thoughts and rants

Powerstat on Ubuntu 12.04 LTS

Today, after reading about power management tricks, I needed to run powerstat on my machine, and found out that powertop is not provided in the default Ubuntu 12.04 repositories.

I added the Colin King’s ppa (Colin King is the creator of powerstat) but I realized that the version provided in that ppa is too old to run on modern systems.

I wrote an e-mail to Mr. King to let him know about this issue, then I headed to the git repository.

I was surprised to see that powerstat is a simple C program (less than 1500 lines of code long, comments included) and that building it was as easy as typing `make` and pressing enter.

Some simple notes:

 

Bye

Beppe Grillo, Pierluigi Bersani ed il reddito di Cittadinanza

Beppe Grillo propone in Italia il concetto di “Reddito di Cittadinanza“. In breve, lo stato ti corrisponde un reddito minimo che ti consenta di vivere, a prescindere da quello che fai, se lavori o meno. Il minimo indispensabile per vivere e partecipare alla vita della società.
Bersani dice che è semplicemente impossibile.

Ma lasciamo perdere la possibilità o meno. Pensiamo a cosa succederebbe se venisse effettivamente implementato. Io penso che porterebbe una ventata di giustizia sociale. Se lo stato ti garantisce il minimo, non devi andare a prostituirti per un posto di lavoro. Oggi non c’è contrattazione dei salari perché non c’è alternativa: “o prendi questo tot al mese che ti do, oppure vai per strada a fare la fame”. E se invece ci fosse l’alternativa? Certo il reddito di cittadinanza non è un vero e proprio reddito, non ti consente di vivere da nababbo, però consentirebbe di sopravvivere, non non fare la fame per strada. E quindi non si sarebbe più costretti ad accettare proposte infami. Forse ripartirebbe la domanda, in quanto finalmente la gente avrebbe denaro da spendere, le aziende avrebbero clienti.

Chi ha ragione dunque? Grillo o Bersani?
Secondo me il reddito di cittadinanza non è impossibile da realizzare: altri stati europei già lo hanno (e guarda caso sono tutti stati culturalmente più avanti dell’Italia).
Secondo me il reddito di stato, unito ad alcuni provvedimenti di modernizzazione della società (monopolio di stato sulla Marijuana, riapertura delle case chiuse e regolamentazione della prostituzione, giustizia veloce, scaltra ed efficiente e processi brevi, reintroduzione del falso in bilancio, prescrizione del reato dopo 7 anni da quando viene scoperto e non da quando viene commesso) potrebbero risollevare il paese.
You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.

http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/bersani-attacca-grillo-racconta-favole-agli-italia-e-una-vergogna/118100/116564

Flavio & Sikkolo: GeekGeek

Ciao!
Dopo aver scritto un post nostalgico sull’Internet che fu, sono andato a ricercare alcune delle cose fighe con cui passavo il tempo quando Internet era ancora “pura”… I film di Flavio e Sikkolo!!

Mi facevano ridere tantissimo all’epoca e lo fanno tutt’ora! Sono contento di averli ritrovati! :D

Fantasticissimi!!

Back in my time…

Ogni tanto mi viene da pensare a com’era il mondo di Internet e dell’informatica circa dieci anni addietro. Sotto certi punti di vista era molto, molto molto meglio.

Ricordo che andavo nella biblioteca comunale di Vernole (dove potevo andare su Internet gratis e senza problemi di tempo) con il box di plastica ed ero “quello figo” perchè con 20 floppy disk (meno di trenta megabytes) potevo portarmi appresso il mondo. Ti bastava una casella di posta e un nickname, ed eri a posto.

C’erano le community, le *vere* community, dove la gente si ritrovava unita dalle passioni. E le community erano vere comunità, nascevano amicizie (e a volte anche di più) che duravano nel tempo. C’era gente che poi si conosceva anche nella vita reale. C’era scambio di opinioni, c’era libertà d’espressione. C’era attivismo politico (hacktivism).

C’era sicuramente molto meno di quello che c’è oggi, ma era di qualità migliore. Era più genuino, se volete.

Ho ancora amici che non ho mai conosciuto ma che ricordo con affetto perché mi hanno indicato la “retta via” e mi hanno fatto crescere tantissimo (dal punto di vista tecnico).

Non c’era Facebook, pochi erano su Internet, i più trovavano Internet noiosa e questo era un bene, perchè internet non era un passatempo. Era uno strumento, uno strumento per fare cose mirabolanti.

Alla Internet di dieci anni addietro, voglio dedicare “Wish you were here” dei Pink Floyd.

Pochi capiranno, qualcuno scriverà che questo è un post nerdoso e stupido, un post da sfigato.

Ma chi capirà, facendo un tuffo nel passato, proverà sicuramente tutti i sentimenti di affetto e nostalgia che provo io quando penso a quei tempi.

Internet, la vera Internet, mi manchi. Wish you were here.


Emanuele

Blogging

Questo sarà il terzo o il quarto post con questo post.

Prima scrivevo tanto. Saranno ormai quattro o cinque anni che non scrivo più quei fiumi di parole che scrivevo prima. Non mi viene.

Sono successe tante, tante tante tante cose in questi anni, alcune non proprio simpatiche.

Mi manca tanto scrivere. E scrivere anonimamente non è la stessa cosa.

Mah…

Appunti: pdf, python & imagemagik

Mi è stato chiesto di mettere in piedi qualcosa per fare la conversione automatica di file provenienti da pacchetti office (.doc/.odt/.xls/.ppt) a immagini. un’immagine per pagina/slide.

Ritengo che la soluzione migliore sia passare attraverso openoffice.org e files pdf: con openoffice.org converto il file di input in un pdf, poi lo splitto [1] in un file per pagina e a questo punto converto ogni file pdf contenente una singola pagina in un’immagine (con convert, fornito da imagemagik).

Per lo split dei file .pdf avevo pensato di usare il classico pdftk, ma quando ho visto che dovevo installare gcj… Ho cercato un’alternativa.

Ho trovato stapler che sarebbe un sostituto di pdftk scritto in python facendo uso delle librerie pypdf. Funziona a meraviglia per quanto riguarda lo splitting, ma non offre nessuna opzione per specificare dove devono andare a finire i files di output.

Quindi ho forkato il progetto ed ho fatto le mie modifiche. Il risultato di queste operazioni sta sul repository di github. Ho già fatto un pull request, in modo che le mie modifiche siano integrate nel ramo principale. Mi sto interessando su come pacchettizzare stapler per ubuntu 12.04+.

Ok, adesso un po’ di comandi che ho composto che non voglio dimenticare

#splittare un file pdf in tanti files con una sola pagina per file:

stapler split INPUT.pdf -d output/

# convertire ognuno di questi files in un’immagine

for file in `ls output` ; do convert output/$file output-jpg/`echo $file | sed s/pdf/jpg/` ; done

Ok, adesso mi interessa sapere come posso piegare openoffice al mio volere.

All’idea di voler imparare a far trasformare dei files in pdf da openoffice.org senza dover usare l’interfaccia grafica o il mouse mi sento un po’ harry potter che vuole fare le magie senza la bacchetta. Il filo del mio mouse però non è fatto nè di corda di cuore di drago nè di piuma di fenice. Lol.

EDIT #1:

Ho appena scoperto che in realtà convert fa già molte cose per i fatti suoi:

convert sample.pdf sample.png

converte un pdf in un’immagine (ok lo sapevo) MA se questo pdf ha più di una pagina convert per i fatti suoi si prende la briga di creare diverse immagini per ogni pagina. Senza bisogno di stapler. Solo che i numeri non sono paddati: la pagina 1 è semplicemente sample_1.png invece di sample_01.png.

EDIT #2:

Per convertire un file .doc qualsiasi a pdf basta fare qualcosa come:

soffice –headless –convert-to pdf Z80MAN.doc

(si, come documento d’esempio ho usato il manuale di riferimento di Z80 Simulation, il simulatore del fantastico Z80 che usavamo a scuola – Ciao Mimino! <3).